Coronavirus dal 4 Maggio: Genitori al Lavoro e i più Piccoli?

Coronavirus dal 4 Maggio: Genitori al Lavoro e i più Piccoli?

I Bambini: Grandi Esclusi della cosi detta Fase 2

Nè Centri Estivi nè Oratori:

Durante la Fase 2 è stato stabilito che Centri Estivi ed Oratori non dovrebbero aprire; la scelta è dettata dal fatto che una riapertura di queste attività potrebbe aumentare vertiginosamente l’indice di contagiosità.

E dunque, anche se l’Estate la pensiamo come un momento di recupero dalle attività ludico-sportive dei bambini scordiamoci Campi Estivi ed Oratori.

Come si fa a mantenere la distanza in questi luoghi?

Secondo alcuni non è possibile, diverso invece, e ben più considerabile, è l’ingresso ai parchi tenendo sempre ben presente che l’accesso deve essere graduato per evitare che si creino le “aggregazioni”.

Campus ed Oratori non ce li possiamo scordare: I genitori devono tornare a lavorare, dovranno essere organizzati in modo sicuro e con attività che permettano il non assembramento dei bambini tutelando così la loro salute.

Per rovesciare questa mancata attenzione c’è bisogno di un segno, forse di un sogno

Il sogno che le nostre città, ora quasi del tutto deserte, comincino a riprendere vita poco a pico con il correre libero nelle strade di bambine e bambini, anche solo le domeniche.

Non troppo libero,certo, perchè condizionato dal dover indossare mascherine e dal dover mantenere le distanza necessarie  per proteggerci dai pericoli di contagio.

Ma proprio per questo, per le tante restrizioni a cui sono stati sottoposti in questi lunghi mesi, dovremmo dedicare loro libertà di movimento; attualmente solo nelle domeniche in attesa che siano ospitate attività estive, magari organizzate in piccoli gruppi.

Come potrà essere l’estate dei nostri figli?

Progettare il futuro della vita sociale dei bambini e dei ragazzi è un urgenza non rimandabile; bisogna pensare non solo all’emergenza ma alla nuova normalità.

Contestualmente all’apertura delle attività produttive si deve anche pensare a forme di socializzazione o attività per bambini in sicurezza.

Qualcosa bisogna fare, l’attività esterna di bambini e ragazzi deve essere pensata; magari non sarà possibile fare soggiorni con i Campus fuori città, ma qualcosa bisogna organizzare. Piccoli gruppi con meno partecipati e più operatori, giochi e attività che garantiscano il distanziamento obbligatorio. Bisognerà contingentare, ma fare, aumentare le proposte così i gruppi si ristringono.

Il voucher babysitter e l’allungamento dei congedi famigliari aiutano nell’emergenza, ma bisogna progettare anche un bozza di normalità perchè sostanzialmente fino a quando non c’è il vaccino questo virus continuerà a persistere.

Tutti dobbiamo pensarci: Governo, Terzo settore, Sindacati, Operatori dei servizi dell’infanzia e anche i Genitori; è un problema da esplicare, che già ora c’è, ma è soffocato dalla norma “tutti a casa”. Ma questa norma non può valere ancora per molto e il carico non piò gravare solo sulle famiglie come ora.

La Fase 2 non può essere solo i giardini accessibili (con numeri ristretti) e Mamma e Papà che portano i figli 1 ora al parco. Investire, con mente e soldi sulle nuove forme di intrattenimento dei più piccoli è fondamentale.

Come si insegna ai bambini a stare insieme in sicurezza?

I bambini e ragazzi in questo periodo hanno imparato a stare in casa, “addestriamoli” a stare insieme in compagnia a distanza. Si sanno adattare e capiscono. Non si danno gli abbracci e si sta lontano. Dalle elementari in poi è spiegabile. E’ evidente e chiaro: Non è tutto normale e la nuova normalità va creata.

“Ai Bambini deve essere insegnato come pensare, non cosa pensare.”

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